CARMEN KOLLER
E ELISA DE MARCHI
INTERVISTA
Persone

UNO SPAZIO SINGOLARE, PERCHÉ PLURALE
  
Le parole magiche in questo ventunesimo secolo sono “user experience”, ovvero ciò che una persona prova quando utilizza un prodotto o un servizio. Anche nel mondo della moda e dello shopping, una nuova filosofia d’acquisto consapevole ed esperienziale ha conquistato il consumatore di questo periodo. E il negozio, a differenza dello spazio virtuale e digitale del mondo dell’e-commerce, diventa un luogo privilegiato d’incontro e di consapevolezza. Il nuovo flagship Caractère a Milano diventa, così, un salotto d’ospitalità per la donna che nell’acquisto cerca qualcosa che va oltre i capi esposti. Carmen Koller ed Elisa De Marchi sono le progettiste che hanno realizzato il nuovo spazio Caractère.
Esperte designer rispettivamente nei settori dell’hospitality e del retail, hanno unito le loro competenze nel concepire un luogo accogliente che interpreta l’identità di un brand con una grande storia. Caractère risplende nel panorama italiano e internazionale della moda femminile e lo fa a partire dalla sua nuova “casa”. Le abbiamo intervistate per farci raccontare la storia di questo progetto e i perché alla base delle loro scelte.

  

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– Caractère presenta il nuovo flagship store a Milano, nel cuore pulsante della moda italiana. Creatività, innovazione e qualità, in un unico luogo. Si può parlare di una “filosofia” nel concepire uno spazio dedicato alla moda?
  
C. K. Sì, in quanto la progettazione del flagship store si è basata sul nuovo posizionamento del brand. Dalla mia esperienza nel settore dell’hospitality ho imparato che l’approccio giusto con cui concepire uno spazio per la moda è proprio lo studio del marchio, l’approfondimento della sua storia. In effetti, affidarsi a una persona che viene da un altro campo, come me, può essere un vantaggio, permette di avere una visione fresca.
  
  
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– Storia, Design e Moda: come si combinano questi concetti nello store?
  
C.K. Caractère appartiene al gruppo Miroglio Fashion, un gruppo con una grande storia nella moda italiana, iniziata alla fine del 1800 quando Carlo Miroglio e sua moglie Angela, prima
venditori ambulanti di tessuti, aprirono il primo punto vendita nel cuore della città. Nel 1947 il loro primogenito Giuseppe decise di entrare nella produzione di tessuti di seta e fibre artificiali,
installando i primi telai. La seta rappresentava un settore importante, ad Alba e in Veneto soprattutto. Per una coincidenza carina, Giuseppe Miroglio era un grande amante della musica
e dell’Opera. Sono sicura che sarebbe stato molto contento di sapere che lo store sarebbe stato di fronte al Teatro alla Scala!

  

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– Il nuovo concept store di Caractère è studiato per una donna raffinata e internazionale; concept che si riflette anche nell’arredo esclusivo ma essenziale. Quando ha ideato questo spazio, a cosa si è ispirata?
  
C.K. Al brand stesso e alla sua storia. Il resto viene di conseguenza. Il gruppo Miroglio viene da un filo. Ho espresso questo concetto, l’evoluzione dal filo alla moda.
  
– Lei è una professionista cosmopolita, abituata a confrontarsi con realtà e culture differenti. Quanto determinanti sono state le sue esperienze professionali nella realizzazione di questo store, che unisce una dimensione internazionale alle contaminazioni del made in Italy?
  
C.K. Caractère è un’azienda internazionale. Ma, soprattutto, è un’azienda italiana. Il valore del made in Italy è stato fondamentale nel realizzare il negozio. Anche nella scelta dei materiali, come ad esempio il marmo, per cui l’Italia è conosciuta in tutto il mondo. Le finiture materiche delle pareti sono il simbolo del “saper fare” italiano, un riferimento al lavoro degli artigiani.
  
– Lo store è un progetto al femminile. Pensato dalle donne, per le donne. Com’è stato partecipare a un progetto che racconta ed esalta la femminilità?
  
E.D. Carmen e io ci conoscevamo già. Lei, devo dire, mi ha assecondata e aiutata nel coniugare la sua esperienza nell’hospitality con la mia, maturata nell’ambito retail. Nel progetto, la femminilità è stata protagonista assoluta. Come donne conosciamo il piacere dell’esperienza dello shopping, e abbiamo la possibilità di usare questa consapevolezza in un progetto finalizzato a quello scopo. Così come è accaduto per l’aspetto legato alla dimensione di “casa”, un mood che abbiamo deciso di inserire perché l’esperienza della moda fosse ancora più totalizzante, intima.
  
– Secondo lei qual è l’aspetto del nuovo spazio Caractère che meglio esprime l’italianità del brand?
  
E.D. Il volume stesso del negozio ci ha aiutate a esprimere il concetto, grazie ad esempio alla ricorrente forma dell’arco. L’abbiamo esaltata, conferendole matericità. E gli elementi di
arredo, semplici, che fungono anche da supporto per gli abiti e sono concepiti per dare risalto ai capi esposti.

  
– Tre aggettivi per definire il flagship store Caractère.
  
C.K. Autentico, eclettico e senza tempo.


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