SIMONETTA LEIN,
TOP INFLUENCER
PER PROFESSIONE
E VOCAZIONE

Persone

È di tendenza e successo: la professione del momento è essere “Influencer”. La differenza, rispetto all’attività di fashion blogger, è lo strumento di comunicazione impiegato, ossia prevalentemente i social network. Inoltre, non si occupa solo di moda, ma spesso spazia in più campi – dal lifestyle al turismo, al sociale. Simonetta Lein, con oltre un milione di follower, è una delle 100 TOP “Influencer” nel mondo. La sua fondazione, Wishwall Foundation, da voce e sostiene ogni anno progetti e desideri delle persone.
  
In concreto, l’Influencer è quella persona che collabora con imprese e istituzioni per sostenere la comunicazione di un certo brand, prodotto o servizio grazie al numero rilevante di follower nei canali social più in voga. Diventa, di fatto, testimonial e orienta il comportamento di interesse e acquisto. Il successo è determinato dal numero di follower, like, visualizzazioni e interazioni che ottiene.
  
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Cresciuta a Casarsa, la città friulana di Pier Paolo Pasolini, Simonetta Lein – poco più che trentenne – è una delle donne più “Influenti” del momento. Cresciuta in un ambiente dinamico e multietnico, laureatasi all’Accademia di Belle Arti di Roma e poi specializzatasi in counselling, capisce presto le potenzialità dei nuovi strumenti di comunicazione digitali, diventando una delle rivelazioni più seguite.
Oggi, trasferitasi negli States, è artista, giornalista (voce di Vanity Radio e collaboratrice di diverse testate internazionali come The Huffington Post USA, Elle Italy, Vogue, ecc) e scrittrice (suo il libro “Tutto ciò che si vuole”, edito da Sperling & Kupfer: un romanzo sul potere dei desideri). E non solo.
  
È oggi considerata un’icona sociale, una “principessa dei sogni”, come l’ha chiamata lo scrittore Andrea Pinketts, o wishmaker come la definiscono i media.
Sua la costituzione di People Wish Tree, un movimento virtuale di raccolta dei desideri, che dal suo blog (“Desideriamo”, ospitato anche su VanityFair.it), ha trovato la sua finalità naturale nella Wishwall Foundation costituita nel 2015.
Qui fornisce un’occasione a tutti di poter condividere i propri sogni e progetti e di cercare sostegno nel concretizzarli; creando collegamenti e generando interesse.
Oggi, sogno dopo sogno, è nata una sorta di “social dream”. E il web diventa lo strumento di comunicazione prediletto per ascoltare e dare risposte.
  
La fondazione raccoglie diverse storie e desideri da tutto il mondo e Simonetta, da brava storyteller, li racconta e li divulga. Lei stessa dice che i “desideri devono avere un valore e diventano spesso un pretesto per dar vita a specifiche campagne di sensibilizzazione”. Ecco che emergono dal silenzio storie di persone che combattono contro avversità e dolori per aiutare altri o riscattarsi, come una mamma bresciana che nonostante le problematicità ha creato un’associazione di difesa dei diritti umani, “Protea”. E anche la vicenda di una mamma di Philadelphia, che ha perso la figlia travolta in una strada della città, per la quale Simonetta in collaborazione con il comune di Philadelphia è riuscita a ottenere la dedica di quella stessa strada alla ragazza morta. E tante altre storie ancora.
  
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– Al di là delle etichette e delle mode, Simonetta ci racconta come vede il suo lavoro e quali competenza richiede.
  
Essere un’Influencer è una responsabilità. È un mestiere in divenire, molti ancora non ne conoscono la vera natura. In uno dei miei ultimi articoli ho analizzato questo ruolo in maniera più profonda e ho spiegato che un Influencer è un imprenditore e l’icona del Self branding. Un esperto del settore che comunica attraverso i social media e un bravissimo comunicatore. Nel mio lavoro quotidiano ho un’agenda ben precisa dei contenuti che vado a comunicare sulle piattaforme social che uso. Quando mi viene chiesto di fare collaborazioni con brand, celebrities, altri autori o altri Influencers, sono sempre molto attenta al tipo di collaborazione poiché ogni cosa che scrivo o faccio rappresenta il mio brand. Il mio lavoro è borderline tra un imprenditore, un esperto di marketing, e una celebrity più vicina al pubblico poiché raggiungibile sui social media.
  
– Il web e i social sono un’opportunità da “saper” sfruttare, ma con intelligenza, preparazione e sensiblità.
  
Ogni social media ha una sua energia ed entità. Io preferisco soprattutto Twitter e Instagram. Su Twitter devo essere in grado di avere un piano ben preciso di comunicazione come anche su Instagram, ma i follower rispondono in maniera diversa in base alle piattaforme usate. Instagram ha più facilità a ricevere like mediante le foto; mentre Twitter è un social più d’intelletto: le persone non sempre condividono il tuo tweet, ma lo leggono e questo si riversa nei numeri delle impressioni sotto ogni post.
I social media sono un’opportunità per espandere la tua famiglia, un modo per capire anche meglio se stesso nei rapporti con gli altri. Si dice “your tribe is your vibe”, dove la tribe sono i tuoi follower, che diventano realmente parte della tua vita quotidiana: rispondono alla vibrazione che emani quando comunichi mediante i post. Io personalmente uso la gentilezza, e la mia Tribe mi rispecchia per la maggioranza. A volte, come nella vita reale, può succedere che non ci si trovi con un follower: il mio consiglio è di non perderci troppo tempo e rimanerci male quando succede e cambiare aria.

  
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– Simonetta dopo aver studiato all’Accademia delle Belle Arti di Roma, è oggi scrittrice, giornalista. Ma qual è la professione in cui si esprime al meglio?
  
Non mi sono mai definita una giornalista, sono appunto un’Influencer con molta preparazione alle spalle e tre lauree, che sa usare tutto ciò che ho imparato a servizio della comunicazione. Non potrei quindi scegliere un mestiere piuttosto che un altro, diciamo che veicolo tutto il mio background in vari canali comunicativi on-line e off line utilizzando anche la televisione, la radio, il public speaking. Sono una promotrice dello studio e della curiosità: è importante cimentarsi sempre in cose nuove che possono portare nuova linfa al tuo lavoro quotidiano, tenendo costantemente presente un sistema di lavoro coerente dove veicolare i nuovi tasselli.
  
– Dopo la fashion blogger, l’Influencer: come evolverà in seguito questa figura professionale?
  
Credo che si arriverà sempre di più a una perfetta integrazione tra “passato” e “futuro”. Da un approccio allo studio e al lavoro maggiormente istituzionale ho imparato la qualità, la coerenza, la dedizione e le regole. Da un metodo di lavoro più moderno, che appartiene alla mia generazione, i Millennial, ho appreso la velocità nella comunicazione, inoltre la sincerità e la spontaneità. Credo che questi due modelli debbano coesistere ancor più portando alla comunicazione contemporanea qualità e metodo.
  
– E come è nata l’idea della Fondazione?
  
È nata quando mi sono trasferita negli Stati Uniti: il mio blog di condivisione di desideri (Desideriamo.it) era diventato così popolare che ricevevo troppe richieste. A quel punto ho ritenuto necessario dare un ruolo istituzionale al lavoro: aiutando le persone a tirar fuori i loro sogni dal cassetto. Se un sogno si realizza e ispira tante persone, allora insieme possiamo davvero cambiare molte cose. Ho, dapprima, avuto l’idea di portare questo concetto off line in un’esposizione artistica, The Wishwall, un’istallazione murale dove in occasione di un evento di due giorni le persone potevano appendere i loro desideri di valore. Questa installazione è divenuta poi permanente nella Città di Filadelfia e così la “The Wishwall Foundation” ha portato il The Wishwall Online su www.thewishwall.org e ha realizzato il The Wishwall in Every City Project. Questo muro dei desideri, che porta alla realizzazione di un desiderio di valore, sta diventando estremamente popolare e si sta espandendo in tutto il mondo.
  
– Cosa rappresenta per Simonetta questo progetto e quale messaggio vuole trasmettere?
  
La The Wishwall Foundation è parte integrante di me: ha cambiato radicalmente il mio modo di comunicare, di scegliere i brand con cui lavoro, di pensare a me stessa in un ruolo attivo nel migliorare almeno un pochino la realtà che mi circonda. Ogni post che scrivo, ogni collaborazione che faccio deve sempre avere un messaggio e un fine ben preciso: dare un impatto positivo.
  
– Ci racconta di alcuni “desideri” che ha realizzato?
  
Sono riuscita a rinominare una strada nella città di Filadelfia, in favore di una ragazza che è stata uccisa in un incidente stradale; con un’altra strategia siamo riusciti, in un anno di tempo, ad aiutare affinché il killer venisse messo in prigione: queste persone sono diventate parti attive nella mia vita. Ho aiutato una madre a far fare un’audizione a sua figlia in una scuola d’arte, perché volevo sollevare il problema dell’accesso allo studio negli USA. Ho garantito a un ragazzo una “internship” con la mia fondazione per raggiungere i crediti sufficienti a non perdere l’anno scolastico. Inoltre, ho creato relazioni con scrittori e gruppi di attivisti nei diritti umani affinché insieme potessimo condividere informazioni e storie. La lista è lunga e le persone che vengono ispirate ogni giorno sono tante. Sono raccolte nel sito (www.thewishwall.org)”.
  
– E nel futuro quali i nuovi obiettivi?
  
Mi vedo lavorare ancor più nel rappresentare la mia generazione e, in generale, le donne. Mi piacerebbe essere maggiormente seguita sui social media e in televisione: sto già lavorando a un progetto televisivo, ma e ce ne sono altri in cantiere.
Inoltre, vorrei essere sempre più impegnata nella diffusione del progetto The Wishwall Foundation e arrivare in tante città del mondo per offrire un forte messaggio di concreta speranza.

  
Per Simonetta Lein, quindi essere Influencer non è solo una professione, ma uno stile e scelta di vita per vocazione, tant’è che lo slogan del sito recita non a caso: “YOU MAKE YOUR DREAM COME TRUE”.
  
  
Simonetta Lein
http://thewishwall.org

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