Contaminazioni

LI CHIAMAVAMO
"SABOT"
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TENDENZA MULES, UN RITORNO DI CLASSE DAGLI ANNI ‘90
  
Se circa trent’anni fa erano di gran moda, ora è proprio il tempo del loro ritorno in scena. Ribattezzati mules, i sabot di oggi prendono il loro nome dal calceus mulleus, calzatura riservata alle alte dignità dello stato nell’antica Roma con cui, in verità, hanno poco in comune aldilà di un appeal formale e rigoroso. Si tratta di quelle calzature che lasciano scoperto il tallone ridefinendo il comfort chic, quel tocco di classe privo della fatica di usare lacci o cinghie.
  
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Tradizionalmente a punta – ma non solo – le mules offrono più di un sandalo e meno di una scarpa, e forse per questo sono considerate piuttosto come due scarpe in una. Se chiuse, ricordano le calzature ispirate alle pantofole del tempo e indossate nei boudoir di corte da Maria Antonietta o Madame de Pompadour, come quelle dipinte da Fragonard in pieno simbolismo Rococo, o più tardi da Manet nella sua Olympia. Se alte e con il tacco a spillo, rievocano gli anni ’50 e ’60 delle pin-up hollywoodiane e di Marilyn Monroe. Più tozze e appesantite, soprattutto con tacco alto e spesso, sembrano uscire proprio dai ’90.
  
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Anche Caractère, che nelle ultime stagioni si è cimentato anche nell’accessorio principe del guardaroba femminile al fianco di borse, cappelli, foulard e bijoux, rilancia le mules cavalcando un trend tra i più attuali del momento.
  
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Flat e appuntite, sobrie ed eleganti, sono uno dei pezzi più originali e versatili della collezione primavera-estate di quest’anno, la calzatura ideale in cui scivolare nell’ormai prossimo passaggio tra primavera ed estate. Ma via libera anche ai modelli aperti e con tacco comodo, da abbinare ai capi più leggeri, sia gonne che pantaloni. Per sentirsi comode come in una pantofola, iper-femminili e raffinate da mattina a sera.


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