Contaminazioni

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I LIGHT FESTIVAL ACCENDONO LE CITTÀ
  
Quando le giornate si accorciano, le città s’illuminano. È quanto accade nei mesi invernali, in Europa e nel mondo, dove fioriscono iniziative artistiche all’aria aperta che stimolano le emozioni e coinvolgono le persone: sono i light festival. I primi festival di luci nascono nei primi anni novanta come novità assoluta, animando i panorami cittadini e offrendo una nuova vitalità nel buio della sera. Organizzati per iniziativa delle singole città o di associazioni locali, il loro scopo è di valorizzare il patrimonio architettonico, guidando la riscoperta di edifici storici e contemporanei, piazze, parchi e ponti. Suggerendo un nuovo modo di percepirli, con la luce. Creando un’atmosfera diversa e speciale.
Nei primi anni duemila, gli organizzatori dei festival cominciano a dialogare tra loro per promuovere lo scambio di conoscenze e abilità e per amplificare il valore artistico delle singole iniziative. Si creano così reti pioneristiche d’ispirazione e sperimentazione, come l’Organizzazione Internazionale del Festival di Luce. Dalla sua fondazione, è diventata una piattaforma d’incontro per light artist, partner e organizzatori di tutto il mondo, con lo scopo di stimolare lo sviluppo del patrimonio culturale dei festival e il loro valore, emozionale ed estetico.
  
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I light festival rappresentano un appuntamento importante per gli artisti che scelgono la luce come mezzo espressivo con lo scopo di definire un linguaggio. Ma non solo. Queste iniziative attraggono, oltre a migliaia di cittadini e visitatori, sempre più progettisti, investitori ed enti interessati a sviluppi alternativi delle risorse energetiche. I risultati sono tanti e diversi, dalle proiezioni ai video mapping, alle installazioni in cui si applica l’uso della pura luce in modo unico e innovativo, spesso sfruttando le potenzialità offerte dall’ambiente in cui vengono concepite. La luce è un “materiale” versatile che può essere utilizzato sia in modo astratto che figurativo. Agli albori di quest’arte, negli anni Sessanta, la sperimentazione era prettamente sensoriale e le opere prodotte erano soprattutto proiezioni e installazioni realizzate con tubi al neon. Ma quell’ondata di light art, rappresentata dagli artisti californiani come Robert Irwin, James Turrell e Dan Flavin, restò circoscritta al contesto del museo. Per gli artisti contemporanei, invece, è la città il luogo in cui agire e a diventare il perfetto palcoscenico di una forma d’arte espressiva e coinvolgente, sempre più interattiva.
  
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Tra i più conosciuti, il Glow di Eindhoven e l’Amsterdam Light Festival (Olanda), il Lux di Helsinki (Finlandia), il Lights in Alingsås (Svezia), il Lumina di Cascais (Portogallo) e la Fete des Lumières di Lione (Francia) sono la dimostrazione di come questo linguaggio, ancora giovane e in evoluzione, sappia ricreare lo spazio urbano vestendo le città di luce. Ogni iniziativa ha le sue peculiarità, in alcuni casi legate ad antiche tradizioni locali, in altri alle contaminazioni più recenti tra light art e tecnologia, tra innovazione ed eco-sostenibilità. Il festival francese di Lione, ad esempio, è nato come evoluzione spontanea dall’antica abitudine dei cittadini di illuminare le finestre delle proprie case con dei lumini a candela nella notte dell’8 dicembre. Lo sviluppo del piano d’illuminazione urbano, iniziato nel 1989, ha poi avuto un tale impatto artistico, tecnico e politico da rendere la luce una componente essenziale del paesaggio lionese e dell’identità stessa dei suoi abitanti. Dal 1999, la Festa delle Luci si svolge per quattro giorni e coinvolge, attraverso progetti e concorsi, studenti, designer, architetti e artisti. Senza trascurare il più ampio significato dell’energia legato alla luce, in un’ottica di sostenibilità ambientale e di aiuto solidale alle aree del mondo più povere di risorse energetiche. La formazione è invece l’anima del festival di luci più importante della Svezia. Le prime Lights in Alingsås sono state accese proprio dagli studenti di due università, desiderosi di un confronto sui progetti d’illuminazione dello spazio pubblico. Il risultato è un evento educativo e divertente che è cresciuto ogni anno, e che ancora s’inaugura con un workshop professionale. Il più sorprendente di tutti i festival europei è quello portoghese, dove artisti nazionali e internazionali realizzano opere luminose inerenti al tema della Natura. Tra i più giovani del genere, il Limina gode di una paternità d’eccezione, essendo stato co-prodotto dal comune di Cascais insieme a Ocubo, uno dei più importanti studi al mondo di video mapping e proiezioni interattive. Una due giorni di spettacoli di luce e colore con cui “si riesce a toccare le persone con l’arte, e a muovere le cose nel senso giusto” – afferma Carole Purnelle – fondatrice del Lumina e collaboratrice di Ocubo. I Light Festival sono l’affermazione delle potenzialità della luce come metodo espressivo, generatrice d’incanto e magia e oggi, grazie alla tecnologia, portatrice di nuovi messaggi e capace di creare connessioni. Sempre e comunque, emozione.
  
Note:
  
Copertina. Blob the bulb – Glow Eindhoven
1. Glow – Eindhoven
2. Chrystal Cloud -Fête des Lumières 2016
3. Lumina – Bang Bike
4. Elephant Rouge – Fête des Lumières 2016
5. Lights in Alingsås
6. Lumina – Archive 1.0
7. Lumina – Forever Young

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