Contaminazioni

OLTRE I CONFINI
DEL GIORNO:
È LA NOTTE
BIANCA

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UN VIAGGIO ONIRICO NELL’ARTE CONTEMPORANEA
  
Prendere possesso dello spazio pubblico, celebrare l’arte contemporanea in ogni sua forma, assaporare il gusto di un’atmosfera speciale, di notte, in città. E’ questo il senso di una delle iniziative culturali più amate in Europa, e destinato a estendersi anche oltreoceano. La Notte Bianca, secondo la Carta d’Intenti redatta nel 2006 da cinque capitali europee, associatesi per pianificare i progetti d’interesse comune (Parigi, Roma, Bruxelles, Madrid e Riga), “è una manifestazione culturale aperta a tutti e gratuita, che si tiene ogni anno tra la fine dell’estate e l’inizio dell’autunno, per un’intera notte.“
  
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È la capitale francese, nel 2002, a organizzare la prima Nuit Blanche ufficiale, replicandola da allora ogni anno nella notte tra sabato e domenica della prima settimana di ottobre. Fu il sindaco di allora, Bertrand Delanoë, insieme al Ministro della Cultura, Christophe Girard, ad affidare l’ideazione dell’evento a Jean Blaise. Fondatore del Centre de Recherche pour le Developpement Culturel, Blaise aveva già proposto l’idea di un festival artistico fino a tarda notte nel suo programma di candidatura a sindaco di Nizza, e riuscì così a realizzare l’ambizioso progetto conquistando la scena parigina con installazioni luminose che sarebbero diventate l’elemento distintivo d’eccellenza dell’evento. Il successo fu tale che dall’anno seguente altre città, tra cui Roma, organizzarono un evento simile. La prima Notte Bianca romana si è svolta tra il 27 e il 28 settembre 2003 registrando un enorme successo, nonostante abbia fatalmente coinciso con il black out elettrico peggiore mai registrato in Italia, che lasciò al buio tutta la città (e la penisola) e nel caos migliaia di persone. Da allora e fino a oggi le Notti Bianche, o simili eventi, si sono moltiplicati in tante altre città italiane, in differenti periodi dell’anno. Fino a essere organizzate anche nei più piccoli centri e borghi cittadini, ovviamente riproporzionate per dimensioni e offerta culturale. In modo molto simile a quanto avvenuto con la “Festa della Musica”, manifestazione di primo piano dell’Estate Romana ma nata in Francia come “Fête de la Musique” nel 1982, l’iniziativa culturale francese si afferma come modello, affascina, contamina. Suggellando un gemellaggio, quello tra Parigi e Roma, che risale al 30 gennaio 1956, quando fu siglato con il motto “Solo Parigi è degna di Roma, solo Roma è degna di Parigi”.
  
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Il nome, o meglio il colore attribuito alla manifestazione, deriva da una locuzione usata nel Medioevo, quando gli aspiranti cavalieri, alla vigilia dell’investitura, trascorrevano la notte pregando in una cappella, vestiti di bianco, per purificarsi ed essere degni di ricevere la spada. Da qui ha origine l’espressione “notte bianca”, che indica una notte trascorsa senza dormire.
Le “notti bianche”, inoltre, sono un fenomeno naturale delle regioni nordiche dove, in prossimità del solstizio d’estate e ad alte latitudini, il sole tramonta dietro l’orizzonte solo di pochi gradi, non facendo mai mancare la sua luce crepuscolare. San Pietroburgo è la sola metropoli al mondo in cui tale fenomeno si manifesta ogni estate, trascinando la città nella magica atmosfera di un sogno a occhi aperti. Ed ecco che, proprio qui, sono nate iniziative che assecondano il mutato alternarsi del giorno e della notte, programmando aperture notturne e favorendo il fiorire di iniziative straordinarie. Prima di Parigi, in Europa, Berlino fu la prima città a proporre l’apertura eccezionale dei musei durante le ore serali e notturne. Dalla prima edizione nel febbraio 1997, la “Lange Nacht der Museen” ha avuto sempre più successo e sul suo modello sono stati realizzati eventi dello stesso genere in tutta la Germania e nel mondo. Ma la “Notte Bianca” di Parigi è la prima realizzazione di un evento che, oltre a promuovere l’arte e la cultura all’interno dei luoghi a esse dedicati, anche se con orari differenti, invade ogni angolo della città con installazioni all’aperto e insolite performances, registrando annuali partecipazioni di circa un milione di persone. Un primato dunque tutto francese che quest’anno prevede la direzione artistica di Charlotte Laubard, giovane storica dell’arte e responsabile del dipartimento di arti visive alla HEAD (Haute École d’Art ed de Design) di Ginevra. La tematica scelta per la sedicesima edizione è “Faire Oeuvre Commune” (fare opera comune) e intende celebrare il collettivo in tempi di crisi d’identità, che si tratti di collaborazioni tra artisti, di gruppi di ricerca interdisciplinari o di iniziative cittadine.
  
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“In questo periodo di chiusura in se stessi, ho trovato fosse interessante ritornare alla sfera pubblica, quella delle interazioni sociali”, ha dichiarato il direttore artistico della manifestazione. I collettivi Mu e (La)horde saranno coinvolti nella realizzazione di installazioni nella zona di Parigi Nord, incentrate sui temi della ferrovia e del transito. Il collettivo di artisti, progettisti e fotografi di Berlino Invisible Playground allestirà invece sulle rive della Senna una struttura che metterà in discussione la funzione della cultura come gioco. Il coreografo Olivier Dubois avrà carta bianca per mettere in scena una performance inedita sotto La Canopée des Halles, con trecento ballerini non professionisti reclutati in città tramite un appello pubblico, e che reinterpreteranno alcune scene mitiche di danza della storia del cinema. L’appuntamento con l’autentica Nuit Blanche parigina, è il 7 ottobre.
  
Note:
  
Copertina. Nuit Blanche, 2017
1. Nuit Blanche – Le Baiser Julien Nonnon
2. Pierre Delavie Love- Overflows Conciergerie Paris.
Simulationof the project for Paris Nuit Blanche, 2016.
Courtesy of the artist Pierre Delavie
3. Nuit Blanche, 2016
4. Affiche Nuit Blanche, 2016 Fabrice Hyber
5. Nuit Blanche, 2016
6. Alain fleischer, 2016
7. Nuit Blanche, 2016
8. Cedric Verdure, 2015
9-10. Erwin Olaf @Nuit Blanche, 2016
11. Nuit Blanche, 2015
12. Charlotte Laubard
13. Nele Azevedo, 2015
14. Nuit Blanche, 2013

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