Nuovi Itinerari di Arte Urbana
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NUOVI
ITINERARI
DI ARTE
URBANA

Nuovi Itinerari di Arte Urbana 2
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NUOVI ITINERARI DI ARTE URBANA

Se la moda è sempre più impegnata a creare forme d’arte destinate a diventare icone da indossare,
l’arte è sempre più di moda. La street art, fenomeno di costume tra i più eloquenti della contemporaneità,
ha generato nell’ultimo ventennio un’onda di interesse che ha investito tutta la società.

Alla base di questo successo, c’è il semplice e potente strumento della condivisione. Il significato dell’arte pubblica affonda le radici nel cemento delle città in espansione e sui muri degli edifici abbandonati, facendo della libera diffusione di ciò che crea il proprio manifesto. Si tratta raramente di un’“art pour l’art”, piuttosto di un’arte che mira a migliorare la qualità del mondo esterno, inserendosi nella trasformazione degli spazi pubblici. Di fronte a noi, lo scenario è cambiato ed è in constante evoluzione, anche in Italia.

Fenomeno esploso a New York tra il finire degli anni ’70 e i ’90 ed esteso in tutto il mondo negli ultimi vent’anni, l’arte urbana si è trasformata da espressione di degrado in occasione di confronto sociale, fino a diventare motivo di riqualificazione urbana. Da grido di protesta a movimento di cultura underground, quest’arte nata con graffiti e stickers è fondata sull’idea della partecipazione. E nonostante secondo alcuni sarebbe morta, in realtà non è mai stata così vivace, tanto da finire sui banchi d’asta più famosi al mondo e all’interno di un “vero” museo.

Proprio a Milano, negli spazi del Mudec, si è conclusa da poco la prima retrospettiva dedicata allo street artist britannico Banksy, dopo quella che curò lui stesso nel museo di Bristol nel 2009. Forma d’arte di difficile definizione, anche per l’anonimato di molti suoi esponenti, l’arte urbana continua a proliferare e ad essere un potente mezzo espressivo, spesso provocatorio. È il caso della statua L.O.V.E. di Maurizio Cattelan, acronimo di Libertà Odio Vendetta Eternità, raffigurante una mano intenta a fare il saluto romano con il dito medio alzato e le altre dita mozzate, posizionata in Piazza Affari in direzione della Borsa di Milano.

L’artista, che ha fatto della dirompenza il proprio marchio di fabbrica, invita ufficialmente il pubblico a “immaginare”, ma in realtà offre al mondo la sua critica a finanza e fascismo, senza alcun pudore. Di tutt'altro tenore, la Mela Reintegrata di Michelangelo Pistoletto, portatrice di un messaggio di speranza e simbolo della sostenibilità. La mela rappresenta la purezza, mentre il morso ne indica il danno provocato dalla tecnologia. Un danno che, secondo il capofila dell’arte povera, può e deve essere riparato. Dall’altra parte della città, si erge l’enorme scultura Ago, Filo e Nodo di Claes Oldenburg e sua moglie Coosje van Bruggen, un omaggio alla moda e simbolo del crossover milanese tra i due mondi. Dal 2000, l’opera divide l’opinione pubblica perpetuando una tradizione di polemiche e opposizioni nei confronti di quest’arte dal carattere amorfo e sfuggente.

Si tratta di un gigantesco ago da cucito attaccato a un filo di colori diversi, quelli delle linee della metropolitana sottostante, che idealmente buca la piazza come fosse un tessuto. L’arte urbana mette in discussione il concetto stesso di arte e genera discussioni. Ma, in più, diventa strumento narrativo per raccontare la città attraverso la sua cultura, e offre nuovi tragitti da seguire in inedite esplorazioni urbane.



Nuovi Itinerari di Arte Urbana 2
Nuovi Itinerari di Arte Urbana 2

Michelangelo Pistoletto, Mela Reintegrata, Milano Piazza Cadorna. Monumento Ago, Filo e Nodo. Milano, ©2018. Foto Scala, Firenze/Mauro Ranzani Foto Craig Whitehead, Hong Kong Banksy. Girl and Heart Balloon, Londra